Prima puntata Masterchef 8: c’è Giorgio Locatelli

My name is Giorgio, Locatelli Giorgio. Ed è così che prende avvio l’8°edizione di Masterchef Italia. Sono 80 i selezionati tra migliaia in tutta italia e sono 40 quelli che stasera hanno indossato il grembiule e sono entrati nella cucina più famosa d’Italia.

IL NUOVO GIUDICE

Gli aspiranti dell’8°edizione hanno uno sguardo da convincere mica da poco, quello di Locatelli, da vent’anni stellato Michelin. “Un cuoco-cervello in fuga”: dall’86 a Londra, allevato all’hotel Savoy, poi volato a Parigi e infine ritornato a Londra dove dal 2002 è gestore della “Locanda Locatelli”.
È lo chef famoso per ordine, pulizia, puntualità e precisione tuttavia ha la lacrima facile ed emana umanità, dolcezza e modi di fare gentili con tutti.  Forse perché è cresciuto con il mattarello della nonna, di cui si commuove parlandone e forse per l’esperienza parigina in cui ha subito l’umiliazione di essere trattato come un servetto. “I clienti spendevano cifre esagerate, ma a noi a Natale ci facevano mangiare una salsiccia seduti sull’immondizia e cuocendo le anatre ero pieno di gravi scottature, tornai in Italia amareggiato, non volevo far carriera per diventare come i miei capi”. Ma per fortuna non ha abbandonato la strada e ritornando a Londra ha portato il cuore italiano con strepitoso successo.

 

CONCORRENTI STRAVAGANTI

Ne vedremo di ogni, ce n’è per tutte le salse. A cominciare dal chimico che parla sempre di ricette del rinascimento e che dice (facendo sobbalzare Cannavacciuolo) che cucinare è per lui come lavorare, quando produce shampi e prodotti chimici per animali. C’è poi Gloria, l’operaia che vuole dare una svolta alla sua vita e ha portato strepitosi gnocchi della Carnia. Anna, 72 anni, è la nonna vedova sprint che ha fatto finire il piatto a Bastianich perché “ha lo stesso profumo di quelli che faceva mia nonna” e che ha commosso Locatelli: “Voglio scommettere su chi si mette in gioco ancora nella vita, dopo tante ferite mantenendo sta gioia”. Passa la selezione anche il 37enne studente di medicina: “Studiando così poco hai tanto tempo per cucinare”, scherza Bastianich. Così come strappa di mano il grembiule la 22enne di Pesaro che studia giurisprudenza e che scoppia in lacrime, tenuta in suspense da Locatelli e Bastianich che vogliono rispedirla all’Università. Grembiule poi per il 31enne siculo comandante di navi e che vuole tornare a terra come masterchef e per il 20enne Federico che vuole smetterla con la pesca in laguna della sua famiglia perché di ernie di suo padre ne ha abbastanza e ora vuole una vita ai fornelli. Convince i giudici anche la bistecca del maniscalco da rodeo, una sorta di Chuck Norris nostrano, cresciuto alle mammelle delle mucche di famiglia e mangiando (dice) fino a 15 uova fresche (anche con guscio) dal pollaio sempre di famiglia. Il suo sogno? Aprirsi un agriturismo e smetterla con la doma dei cavalli. Infine, sorprende il gommista pugliese, 45 enne, che con dei tortelli a forma di cozze, convince anche Cannavacciuolo che sui prodotti di mare, non perdona nessuno.

 

  1. […] Vedi le impressioni della prima puntata di Masterchef ** Vedi le 6 perle della 2^ puntata: Cannavacciuolo vs Bastianich sul risotto ** Vedi la finale […]

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Gli aspiranti dell’8°edizione hanno uno sguardo da convincere mica da poco, quello di Locatelli, da vent’anni stellato Michelin. “Un cuoco-cervello in fuga”: dall’86 a Londra, allevato all’hotel Savoy, poi volato a Parigi e infine ritornato a Londra dove dal 2002 è gestore della “Locanda Locatelli”.
È lo chef famoso per ordine, pulizia, puntualità e precisione tuttavia ha la lacrima facile ed emana umanità, dolcezza e modi di fare gentili con tutti.  Forse perché è cresciuto con il mattarello della nonna, di cui si commuove parlandone e forse per l’esperienza parigina in cui ha subito l’umiliazione di essere trattato come un servetto. “I clienti spendevano cifre esagerate, ma a noi a Natale ci facevano mangiare una salsiccia seduti sull’immondizia e cuocendo le anatre ero pieno di gravi scottature, tornai in Italia amareggiato, non volevo far carriera per diventare come i miei capi”. Ma per fortuna non ha abbandonato la strada e ritornando a Londra ha portato il cuore italiano con strepitoso successo.

 

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