Ogni 8 giugno ricorre la Giornata degli oceani, occasione per interrogarci sulla loro salute e su tanti stereotipi come quello degli squali assassini. Già, perché li chiamano squali assassini, ma gli squali sono solo delle vittime: le loro pinne finiscono in zuppe orientali; la loro carne giunge sulle tavole di tutto il mondo (a volte senza che il consumatore lo sappia); il loro habitat è sempre più minacciato da inquinamento e da reti da pesca. Li chiamano squali assassini ma è l’uomo il suo assassino più grande.
Giornata degli oceani: squali assassini? I documentari
Anche i documentari sugli squali non sono d’aiuto. Sì, è vero, sono sempre più accurati nel dare informazioni tecniche. Sono pieni di effetti speciali che spiegano nel dettaglio le strabilianti attività predatorie degli squali ma, ahimè, con quale “fil rouge”? Il fil rouge è quello di far leva su aspetti sensazionalistici. Il risultato finale è trasformare quello che è solo istinto in un set cinematografico horror, mettere in risalto gli attacchi sporadici all’uomo per poi accennare, giusto in chiusura, nei “titoli di coda”, al problema conservazionistico.
Giornata degli oceani: squali assassini? Prima dei dinosauri
Gli squali sono specie carismatiche: abitanti del blu dai tempi preistorici. Vivono sul nostro pianeta da 400 milioni di anni, prima dei dinosauri. Nonostante i loro tratti morfologici antichi ne abbiano assicurato la loro sopravvivenza di fronte alle vicende più terribili della Terra, oggi nell’epoca postmoderna rischiano di sparire per sempre… per colpa di una zuppa!
Gli squali sono animali che da sempre affascinano l’uomo per la loro eleganza: il loro nuoto ricorda il planare degli aerei; basti guardare le loro pinne laterali che sembrano due ali e la loro pinna caudale asimmetrica che sembra la coda dell’aereo. E poi affascinano per la loro forza fisica: l’evoluzione li ha premiati rendendoli perfette macchine predatorie. Tuttavia sono animali fragili, fragilissimi: diversamente da altri pesci, si riproducono a ritmi relativamente lenti e la continua pesca eccessiva per la loro carne, per la loro cartilagine e per le loro pinne potrebbe causarne un irreversibile declino. Lo squalo ha bisogno di noi!
Giornata degli oceani: squali assassini? Come salvarli
Uno dei modi per proteggerli è iscrivere le specie di squalo più in pericolo nell’Appendice I (specie gravemente in pericolo) o nell’Appendice II (specie in pericolo) della Convenzione di Washington; un trattato internazionale noto come “CITES” (acronimo che sta per Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora) che ne vieta o limita il commercio.
Giornata degli oceani: squali assassini? Quali sono protetti?
2003-2005: le prime specie di squalo protette
Vediamo la cronostoria dell’inserimento delle specie di squalo nell’elenco CITES. I primi ad essere inseriti sono stati lo squalo elefante, lo squalo balena e lo squalo bianco.

2007: inseriti i pesci sega nell’appendice I

2013: inserite le mante e cinque nuove specie di squalo
Un punto cruciale per la conservazione degli squali arriva nel 2013. Durante la COP 16 è stato deciso di aggiungere nell’appendice II della convenzione CITES tutte le specie di Manta (Manta spp.) e cinque specie di squalo molto sensibili alla pesca. Si tratta dello squalo longimano, (Carcharhinus longimanus), lo squalo smeriglio (Lamna nasus), lo squalo martello smerlato (Sphyrna lewini), lo squalo martello maggiore (Sphyrna mokarran), lo squalo martello comune (Sphyrna Zygaena)



2022: inserite 97 specie
La Cop di Panama è stata definita storica per la salvaguardia degli squali: una vera svolta con l’aggiunta di quasi 100 specie. Le Parti hanno votato per il passaggio alla lista dell’Appendice II di 54 specie di squali della famiglia dei Carcarinidi, di 6 specie di squali martello e di 37 specie di pesci chitarra (famiglia dei Rhinobatidae).
Giornata degli oceani: squali assassini? Focus su alcune specie
SQUALO LONGIMANO
Lo squalo longimano cosiddetto per via della lunghezza delle sue pinne che terminano con una punta bianca, è un animale solitario che vive sempre in mare aperto. Nuota lentamente ma è capace in prossimità di cibo di scatti rapidissimi. Studi americani conclusi nel 2000 segnalano una diminuzione del 70% della popolazione Atlantica e nel Golfo del Messico sembra diminuito del 99%. Questo pesce, lungo 4 metri per 170 kg di peso, fu definito dall’oceanografo J. Cousteau “il più pericoloso di tutti gli squali”. In realtà, bagnanti e sportivi possono stare tranquilli perché è raro che si avvicini alla costa, ma la sua indole aggressiva e curiosa ha sempre minacciato i marinai naufraghi del passato. Quando si attira la sua attenzione si dimostra un inseguitore di navi, per questo i marinai lo hanno soprannominato “pescecane”.

SQUALO MARTELLO SMERLATO
In pericolo vi sono poi gli squali martello, la cui forma bizzarra della testa permette loro di avere un’ottima capacità di individuare i campi elettrici emessi da altri organismi viventi. Il martello non è altro che un efficiente strumento per scovare le prede. Infatti: essi hanno una disponibilità di ricezione 10 volte maggiore rispetto ai normali squali. Inoltre, la loro ampia superficie della testa serve per orientarsi sfruttando il campo magnetico terrestre.
Lo squalo martello smerlato è un pesce tropicale, ama le barriere coralline e le baie. Negli ultimi trent’anni la pratica dello spinnamento (in inglese “finning”) ha ridotto la popolazione del 90%. Lo spinnamento è una barbara pratica consistente nell’amputazione delle pinne dell’animale e nel conseguente rilascio in mare dell’animale agonizzante, al fine di commercializzare tali appendici nel mercato orientale dove vengono impiegate per la preparazione di zuppe.

SQUALO MARTELLO MAGGIORE
Lo squalo martello maggiore è quello più grande delle 9 specie di squali martello esistenti e può raggiungere i 6 metri e i 450 kg. Vive nelle acque di tutto il mondo ed è un cacciatore aggressivo sebbene l’incontro con l’uomo sia più che sporadico.

SQUALO MARTELLO COMUNE
Sempre della famiglia degli squali martello, cosmopolita, presente anche nel mediterraneo e sempre altamente in pericolo vi è lo squalo martello comune, animale ben più piccolo (si fa per dire) che raggiunge dimensioni medie intorno ai 3 metri.

SQUALO SMERIGLIO
Lo squalo smeriglio, chiamato semplicemente smeriglio, pesa 500 kg per una lunghezza di circa 3,6 metri. Spesso a insaputa dei consumatori finisce nel piatto delle nostre tavole. Il suo nome (da cui smerigliare) ricorda l’utilizzo antico della sua pelle essiccata: lo zigrino, utilizzata dagli artigiani prima della venuta della carta vetrata. Zigrino a sua volta è un termine che deriva dallo squalo zigrino (Dalatias licha). Nel Mediterraneo, il riscaldamento delle acque lo sta rendendo sempre meno comune.

(Articolo pubblicato su Impronta Unika, il 21/09/2014 – ma aggiornamento 2024)